La strage di Gorla, 20 ottobre 1944

La scuola, insieme a casa propria, è uno dei luoghi che da bambini si reputa più sicuri. Si è tra persone a cui si vuole bene, tra amici. Sfortunatamente a volte capitano disgrazie tali, che privano di questa sicurezza.

Era la mattina del 20 ottobre 1944, l’Italia aveva da un anno firmato l’armistizio con gli alleati ed era in un periodo di grandi sconvolgimenti interni. Da un parte i fascisti e i nazisti, dall’altra gli Alleati e i partigiani che cercavano di liberare i territori ancora sotto il controllo nemico.

Ognuno cercava di superare il momento, cercando di vivere l vita nel modo più normale possibile: gli adulti andavano a lavorare, i bambini a scuola, si facevano i compiti, si stava con gli amici…insomma, si cercava di non farsi sommergere dagli eventi, per quanto possibile.

A Gorla, nei pressi di Milano, la scuola Francesco Crispi, aveva iniziato le lezioni mattutine come ogni giorno e sarebbero proseguite e finite come ogni giorno, se alle 11 di mattina, l’aeronautica non avesse sbagliato rotta. Invece che virare a sinistra, virarono a destra.

Appena se ne accorsero però reputarono impensabile tornare sulla retta via, come impensabile era portare a terra le bombe già innescate. Annunciarono il fallimento della missione e scaricarono le bombe dove si trovavano. 2200 kg di bombe su ognuno dei 18 aerei, vennero scaricate sulla città in cui non era presente alcun obiettivo militare.
Interi quartieri vennero rasi al suolo.
Questa giornata viene ricordata come uno dei peggiori crimini contro l’umanità causata dalla guerra aerea in quel periodo.

L’allarme venne lanciato poco dopo le 11, tutti iniziarono a correre verso i rifugi antiaerei, nella scuola Francesco Crispi le maestre si affrettarono a mettere in salvo studenti e professori. 15 minuti passarono dal primo allarme alla caduta effettiva delle bombe, un tempo troppo breve per riuscire nell’impresa.

170 bombe caddero su Gorla in quei minuti interminabili, una entrò da una finestra proprio nella tromba delle scale che portava i bambini nel rifugio antiaereo. La scuola di squarciò e 184 bambini, i maestri e la preside persero tragicamente la vita. A nulla servirono i tempestivi soccorsi.

Nessuno ha pagato per questa strage, nessuno si è preso la colpa. intere famiglie distrutte hanno visto gli assassini dei loro figli, mogli, mariti rimanere impuniti. Qualcuno può dire “è la guerra”, ma quando si parla di bambini e di civili, non c’è scusa che tenga.

A Gorla oggi si commemorano questi bambini davanti al monumento a loro intitolato.

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