Elogio all’amore, madame de Stael

Madame de Stael, nata Germaine Neker, era la figlia del ministro delle finanze francese Jacques Neker e ad oggi viene ricordata come una delle donne più acculturate di quei tempi. Il padre infatti le diede un’ottima istruzione e visto il suo alto rango alla corte, le diede l’opportunità di partecipare ai “salotti”, luoghi in cui nel settecento ci si trovava a parlare di argomenti forbiti. A vent’anni si sposò con l’ambasciatore svedese de Stael,  aprì a sua volta un salotto in cui vennero accolti gli uomini e le donne più illuminate di quei tempi.

Germaine scrisse molte opere nel corso della sua vita e io ho avuto la fortuna di leggere, e di trovare su Amazon per poterlo comprare, visto che non viene ristampato dall’anno del mai(maledetti loro), “Considerazione sui principali avvenimenti della Rivoluzione Francese”. L’ho trovato molto interessante e chi è appassionato di Rivoluzione Francese dovrebbe proprio leggerlo.

Navigando poi su internet sono riuscita a scaricare Elogio all’amore e finalmente ieri l’ho letto. Speravo di trovare un testo forbito con chissà quali note illuminanti sull’amore, quando invece mi sono trovata davanti a…beh…frasi, che se non fossero state per la loro lunghezza, le avrei prese per scritti preparati per i Baci Perugina(non tutte intendiamoci).

Ora, il testo è così suddiviso:
elogio all’amore,
elogio alla donna,
l’amore infelice,
le passioni,
l’amore nel matrimonio,
la fedeltà

Mi sono dovuta immedesimare parecchio, e soprattutto ricordarmi in che secolo è stato scritto, per non chiudere tutto e infilarlo nel cestino, perché alcune cose mi hanno davvero infastidito. Ma ribadisco, mi sono immedesimata nel periodo in cui lei lo ha scritto e ho somatizzato.

Ecco qui alcune di queste frasi:

la prima arriva direttamente dal capitolo “L’amore nel matrimonio”: La prima felicità di una donna è quella di avere sposato un uomo che ella rispetta quanto ama, che le è superiore per lo spirito e per il carattere, che per lei decide di tutto, non perchè egli opprima la sua volontà, ma perchè illumina la sua ragione e sostiene la sua debolezza. Anche nelle circostanze in cui ella avrebbe un parere diverso dal suo, cede con felicità, con fiducia a colui che ha la responsabilità del destino comune, e può solo riparare un errore, quando pure egli l’avesse commesso
Bene, io direi che qui siamo a dei livelli di rincoglionimento allucinante, soprattutto perchè vorrei farvi solamente notare che madame de Stael lasciò il marito e se ne andò con un altro uomo. Coerente non trovate?

Ma proseguiamo, questa arriva dal medesimo capitolo: In un matrimonio di ragione potete gustare la dolcezza di esser madre; e, credetemi, è così difficile di avere per sposo l’uomo della propria scelta; vi sono tante probabilità contrarie a una felicità così grande, che la Provvidenza ha forse voluto che la felicità delle donne consistesse unicamente nelle gioie della maternità: essa è la ricompensa dei sacrifici che il destino impone loro; è il solo bene che possa consolarle della perdita della gioventù.
Ommioddio che tristezza di vita. Cioè, vogliamo renderci conto di cosa significa? Ci credo che allora non avere figli era una specie di suicidio annunciato, essendo l’unica consolazione al mondo. Povere noi come eravamo messe male…

Dal capitolo “Elogio all’amore” troviamo qualcosa che io ho ben capito con l’andare del tempo: L’amore non cancella mai il carattere.
E noi donnine del 2000 che il più delle volte continuiamo a cercare di cambiare chi abbiamo a fianco…beh, è ora di lasciare perdere, non ne caverete un ragno da un buco. Non potete avere la pretesa, come noi facciamo sempre, di modificare la tal persona, se ama i videogames, non si metterà mai a leggere un libro, se ama uscire con gli amici e sbronzarsi come se non ci fosse un domani, forse con il tempo la cosa si diraderà(una che conosco vi può confermare che può accadere il contrario, ha un figlio con questo qua ma lui si beve tutti i soldi, quindi cercate bene di guardare oltre un bel faccino, a volte non ne vale la pena) ma lo troverà sempre il modo per farlo di tanto in tanto…se vi prende a schiaffi…o vi picchia…poi il giorno dopo torna con un regalino o dei fiori…beh in questo caso non cambierò mai, datevela a gambe, ci sono un sacco di pesci in questo mare e come dico sempre “meglio soli che male accompagnati”.

In “elogio alla donna”, ecco qualcosa di interessante: Per una donna è un grande rischio quello di affrontare la pubblica opinione; per osarlo, bisogna sentirsi, secondo il paragone del poeta, un triplice bronzo intorno al cuore, rendersi inaccessibile ai dardi della calunnia e concentrare in sè stessa tutto il calore del sentimento; bisogna avere la forza di rinunciare al mondo, possedere i mezzi che permettono di farne a meno, e, con tutto ciò, non essere dotati di uno spirito, e di una bellezza rari che farebbero rimpiangere il successo per sempre perduto; infine, bisogna trovare nell’oggetto dei nostri sacrifici la fonte sempre viva dei godimenti variati del cuore e della ragione e traversare la vita appoggiati l’uno all’altro, amandosi e facendo il bene.
Tralasciamo la seconda parte del testo, quello sulla bellezza e spirito, che è troppo incentrato sui temi di quel secolo, parliamo della prima parte che, sfortunatamente è un tema ancora attuale. Sono passati duecento anni circa, ma come è possibile che ancora oggi la donna debba a tutti i costi diventare dura come il cemento armato per poter fare fronte a ciò che la gente dice di lei? Perché ancora oggi si teme così tanto l’opinione pubblica e quello che la gente dice? A mio avviso perché la gente è ancora oggi piena di pregiudizi, che arrivano dagli albori della società e che vogliono la donna a casa a fare la calza. Siamo nel 2015 ma non c’è niente da fare, ancora oggi non ti puoi permettere un ragazzo diverso ogni sera se no sei una gran puttana, se bevi troppo sei una scostumata alcolizzata, se ti vesti in modo succinto “te la vai a cercare”. Quante volte sui giornali si legge questa frase alla fine degli articoli che hanno come protagonista ragazze violentate? Maledizione, ma permettete che ognuno faccia quello che vuole, smettetela di giudicare. Si parla tanto di diritti di qua, diritti di la…è giusto che tu faccia quello he vuoi della tua vita, è una tua scelta….poi però quando lo si fa davvero, apriti o cielo!
La società non cambierà mai, mettiamoci una mano sul cuore e rendiamocene conto. Se smettessimo però di farci troppi problemi su ciò che dice l’amica della mamma, la nonna, la vicina di casa, pinco pallino e sua moglie al di la della strada, forse saremo tutti più sereni. Ovviamente se poi anche tra ragazzi si smettesse di etichettare i coetanei, avremmo già fatto un passo avanti notevole.

Ne “l’amore infelice”, eccovi una perla che non può non colpirci da vicino. Questo è esattamente ciò che succede sempre, che l’amore sia durato dieci minuti o un anno: Quando l’amore è infelice, esso intiepidisce tutte le altre affezioni; non è possibile spiegarsi quel che avviene nell’anima; ma quel che si era guadagnato colla felicità, lo si perde nell’afflizione. L’aumento di vita che dona un sentimento il quale fa godere della natura intera si riflette su tutte le relazioni della vita e della società; ma l’esistenza è così impoverita quando quella immensa speranza è distrutta che si diventa incapaci di qualsiasi movimento spontaneo. È appunto per questo che tanti doveri comandano alle donne e sopratutto agli uomini di rispettare e di temere l’amore che ispirano, poichè questa passione può devastare per sempre lo spirito come il cuore.
Non so voi ma io mi ci sono ritrovata in questa situazione e non è stata piacevole, soprattutto perché non riuscivo più a studiare. E’ stata una tragedia, ve lo assicuro. Ed è proprio come lo descrive lei: intiepidisce tutte le altre affezioni, si diventa incapaci di qualsiasi movimento spontaneo.
Terribile, non credete? In ogni caso penso proprio che sia per questo motivo che non mi cerco un ragazzo da…parecchio tempo. Come dico spesso, ho già dato. Poi qualcuno mi dirà che vale la pena soffrire per amore, ma io non lo trovo troppo allettante.

Questo è il mio pensiero finale sul libro: alcune cose sono interessanti, rispecchiamo bene anche il nostro periodo, ma altre proprio non si reggono, sono così….da sottomissione che mi fanno prudere le mani, soprattutto perchè la Stael di sottomessa aveva ben poco, se pensate che l’esilio se l’è fatto con l’amante, alla faccia dell’amore coniugale. AHAHAHAHAHAHAH. Questo mi ricorda un’altra super donna di quel periodo, la Teresona(Maria Teresa d’Austria) , madre della regina Maria Antonietta, che parlava alle figlie di come ci si doveva comportare con i mariti, sottomissione di qua, sottomissione di la, consigli a destra e a manca…quando lei teneva per i gioielli il caro consorte. Insomma, tutte a parlare bene ma a razzolare male.

Se qualcuno vuole farsi una idea precisa del libro, vi lascio il link del pdf sul testo qui esposto.

baci baci

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