Polemiche inutili e patetiche

Partiamo dal presupposto che sono una studiosa molto appassionata dell’Olocausto, le sue causa/conseguenze e le sue innumerevoli biografie, non disdegnando romanzi in merito.

Con mio grande dispiacere non sono ancora potuta andare a visitare Auschwitz, ma spero di rimediare nel prossimo futuro.

La polemica di cui vorrei rendere tutti partecipi, se qualcuno non ha avuto la possibilità di navigare un attimo su internet e leggerla, è la questione delle docce anti-caldo istallate per i turisti nel campo di concentramento. Premettiamo che è stata un’estate caldissima(si parla di 37°)e che la direzione del museo ha pensato a questi vaporizzatori per alleviare la calura dei turisti ma non tutti hanno apprezzato.

Da Israele si è alzato un polverone, gli anziani in visita al campo erano allibiti e tutto perchè delle pseudo docce vaporizzavano acqua. E’ vero che è un luogo in cui docce significava Ziklon-B a suo tempo, ma non mi pare che nessuno abbia voluto mancare di rispetto alle persone che li hanno trovato la morte in quell’orribile modo. Mi pare piuttosto che si stia perdendo un pò il lume della ragione e che si cerchi sempre un nuovo motivo per polemizzare.

Grazie al cielo ex deportati si sono fatti avanti a tranquillizzare gli animi.

Halina, che vive in Israele e che ad Auschwitz ha perso tutta la sua famiglia: «Associare le docce allestite all’ingresso di Auschwitz alle camere a gas è da malati anche perché quando noi vedevamo scendere l’acqua invece del gas eravamo felici: scorgo la solita attitudine di chi cerca sempre la polemica per rendere quel luogo così caricaturale da risultare incredibile»«I visitatori non sono prigionieri, vengono a rendere omaggio al nostro dolore ed è lodevole che la direzione del campo pensi al loro benessere, dobbiamo tenere viva la memoria della sofferenza mica la sofferenza fisica. Altrimenti bisognerebbe eliminare i bagni perché noi all’epoca non potevamo andarci liberamente, chiudere la caffetteria perché lì si moriva di fame e sete o impedire alla gente d’indossare il cappotto pesante d’inverno perché noi pativamo il freddo glaciale»(La Stampa)

Alberto, ex deportato italiano: «Non ho mai sentito caldo a Auschwitz, solo un gelo terribile. Ma questo non significa che chi vuole conoscere l’inferno debba sperimentarlo»

Il museo si è prodigato in scuse in questi giorni, per quieto vivere penso io, perchè state certi che se non avessero fatto nulla per combattere il caldo qualcuno avrebbe polemizzato. Ho pure letto una frase del tipo: non era meglio distribuire bottigliette d’acqua? Beh, se qualcuno voleva dell’acqua poteva andare al bar, o no?

Non snaturiamo con polemiche inutile questo luogo di memoria per piacere, cerchiamo di polemizzare quando ce n’è veramente bisogno.

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One thought on “Polemiche inutili e patetiche

  1. Sono pienamente d’accordo con te, mi sembra una polemica del tutto ridicola. Non mi è sembrata una mancanza di rispetto il fatto di venire incontro a persone che compiono un lungo viaggio per arrivare lì per ricordare e meditare. Casomai è stato fatto il contrario di ciò che avveniva in quei luoghi 70 anni fa: si è portata un po’ di umanità.

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