25 agosto: morte di Friedrich Nietzsche

Non sono mai stata una grande appassionata di filosofia, nemmeno tanto brava. Alle superiori non sono mai riuscita ad entrare nella mente di questi pensatori(anche se avevo un professore eccellente), soprattutto quelli contemporanei, gli esami all’università sono sempre stati una sofferenza(5 appelli di esame per passare quello di filosofia contemporanea).

Tralasciando le mie limitate doti nell’apprendere certi concetti, non potevo non parlare quest’oggi di Nietzsche.

Portrait_of_Friedrich_Nietzsche

Il 25 agosto 1900 infatti venne a mancare, stroncato da un polmonite. Ma erano almeno dieci anni che la sua salute peggiorava. In ambito filosofico molti ritennero che la sua malattia fosse dovuta a un esagerato sforzo creativo, in ambito medico una causa neurologica(neurosifilide, tumore celebrale o CADASIL). In ogni caso, la sua malattia iniziò con attacchi di follia. Dopo vari ricoveri, iniziò con il perdere la memoria e successivamente anche il fisico iniziò a cedere, facendogli perdere l’uso delle gambe, la perdita della parola.

Nietzsche era un genio, c’è poco da dire, come dimenticare la sua teoria sulla morte di Dio(una delle tante)? Come dimenticare il discorso del folle nella Gaia Scienza?

  • Dio è morto! Dio resta morto! E noi l’abbiamo ucciso! Come potremmo sentirci a posto, noi assassini di tutti gli assassini? Nulla esisteva di più sacro e grande in tutto il mondo, ed ora è sanguinante sotto le nostre ginocchia: chi ci ripulirà dal sangue? Che acqua useremo per lavarci? Che festività di perdono, che sacro gioco dovremo inventarci? Non è forse la grandezza di questa morte troppo grande per noi? Non dovremmo forse diventare divinità semplicemente per esserne degni?

Già alla fine dell’ottocento aveva compreso che l’idea di Dio non era più fonte di alcun codice morale ed etico. Chissà che direbbe oggi, 115 anni dopo!

Negli anni, soprattutto in quelli del nazismo la sua filosofia venne utilizzata per giustificare e promuovere quella ideologia, grazie anche a sua sorella Elisabeth, antisemita convinta, che aveva curato la pubblicazione de “la volontà di potenza”, creando un libro ad hoc per Hitler e i suoi seguaci.

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